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1971 . . . . . il corso di musica ritorna nella scuola Elementare

 

 

 

Siamo ormai nel mese di Ottobre , stà iniziando il nuovo anno scolastico  1971 – 1972
e contemporaneamente alla riapertura di questo nuovo anno scolastico i ragazzi del corso di musica
ritornano anche loro a studiare e a concertare nei locali della scuola Elementare di Brognaturo.

Secondo alcune indiscrezioni, si scopre ben presto perchè nel Giugno dello stesso anno il corso di musica  deve lasciare  in tutta fretta i locali della scuola e trasferirsi nell’ormai famosa casa di Peppina di Zanna.

Ecco il mistero; visto che il corso di musica non era una cosa saltuaria e periodica ma bensì

ormai era cosa di tutte le sere,  anche se il corso non era ancora stato ufficialmente istituito dal ministero della Pubblica Istruzione e che  il lavoro svolto dal Maestro Natale e dagli allievi era molto impegnativo, avrebbe significato tenere i locali a disposizione anche durante la stagione, per così dire delle vacanze scolastiche, e molto spesso fino a tarda sera.

Si creava così un problema per i responsabili e custodi della scuola  che non furono d’accordo

e non acconsentirono  che i ragazzi usassero i locali anche durante le vacanze estive. Per loro sarebbe stato un problema , un impegno in più, ma sarebbe stato di certo un piccolo ma significativo contributo per una buona causa. Spesso, nel cercar di tutelare i propri interessi non si pensa che sono i piccoli gesti e i piccoli sacrifici che a volte creano le grandi opportunità e scrivono la storia.

A breve il corso diventerà ufficiale e anche questo problema sarà risolto, vacanze o non vacanze, in futuro le cose saranno diverse.

Una piccola nota di colore:  ormai come ogni sera, il Maestro Giuseppe Natale arriva a Brognaturo per fare lezione  puntualissimo come sempre. Ogni santa sera intorno alle cinque,cinque e mezzo, ebbene, c’è una cosa particolare che preannuncia il suo arrivo a Brognaturo:  il suono del clacson della sua Simca. Niente di particolare direte voi, però se non fosse che lui suona il clacson quando ancora è molto distante da Brognaturo, esattamente quando si trova all’altezza della curva comunemente detta della “Survara”sulla statale 110 molto prima di arrivare addirittura a Spadola, quel suono molto prolungato ed inconfondibile, suono che ormai tutti conoscono, il segnale inequivocabile che  lui stà arrivando.

Nella grande piazza del paese succede una specie di parapiglia; chi corre a casa  a prendere lo strumento , chi smette velocemente di giocare a pallone, come si usava fare proprio lì, in piazza, chi sparisce e probabilmente per quella sera non si fà più vivo.

Puntualmente, quando lui scende dalla macchina ha sempre un moto di disappunto vedendo i ragazzi che arrivano nella scuola  sudati, frettolosi e magari poco convinti, lo sguardo severo attraverso gli  occhiali annuncia che, come dire, la festa è finita e ora c’è da studiare.

Come già detto prima il periodo  passato nella piccola casa di Peppina di Zanna è stato molto proficuo, i ragazzi sono gia ad un buon punto con la preparazione musicale e tutto procede bene.

Il repertorio marciabile è gia ben delineato e si arricchisce di volta in volta con inni religiosi, marce militari, marce sinfoniche. Si incomincia a parlare addirittura di opere e sinfonie per future serate da palco. Il  Millenovecentosettantuno volge ormai al termine il tempo che rimane sarà di  intenso lavoro come sempre , il nuovo anno che sta per arrivare vedrà finalmente il debutto ufficiale di questa  formazione bandistica.

 

 1972  . . .  La prima formazione ufficiale della banda

Il Millenovecentosettantadue gia dai primi giorni  si preannuncia un anno  decisivo, dopo la breve pausa per le feste Natalizie si riprende a lavorare. 
É quasi tutto pronto, la Banda di Brognaturo stà per debuttare.

Circola voce che già per le festività di Pasqua la banda andrà a suonare a Dasà,  sembra inverosimile ma pare proprio così.

Siamo all’inizio del nuovo anno, sono già una ventina i ragazzi che sono pronti per suonare  in pubblico, loro, saranno la base della nascente banda.

Curiosità in questo periodo. Il Maestro Natale fà vedere ai ragazzi come effettivamente una banda musicale deve schierarsi e come si deve muovere,  quindi di tanto in tanto li fà esercitare.

La  cosa è molto importante. Suonare e marciare non e’ cosa da poco, bisogna mantenere la formazione e non uscire dai ranghi. Chi ha fatto il servizio militare sà certamente di cosa si tratta. Una banda musicale non è semplicemente gente che suona e basta.

Così imparano velocemente a disporsi su più file  tenendo conto degli strumenti musicali:
Clarinetti in prima fila, Clarinetti piccoli e Flauti in seconda e così via fino all’ultima fila,
quella dei Bassi Americani.

Imparano a marciare a passo militare  come la tradizione vuole, e suonano senza perdere la formazione, tutti compatti uno accanto all’altro come un’antica Legione Romana.
Alcune volte, per così dire, le esercitazioni vengono fatte nella grande piazza del paese offrendo un simpatico siparietto ai molti Brognaturesi che vi assistono divertiti e sicuramente fieri dei loro ragazzi, altre volte il M° Natale porta i ragazzi sulla strada che va’ verso la “Lacina” e lì vanno avanti e indietro suonando. Si, si  stanno preparando per il gran debutto. 

La tradizione bandistica impone regole e comportamenti precisi, nulla e lasciato al caso.
Una banda musicale è l’espressione della festa, la musica portata dal vivo nei paesi, nelle piazze nella strade, nella più piccole viuzze, in mezzo alla gente, e soprattutto una banda è spettacolo.

La banda spesso fà da colonna sonora agli eventi più disparati, che siano di festa  o che siano di dolore. É proprio nel meridione d’Italia che la tradizione bandistica ha la sua massima espressione, dove da sempre festeggiamenti di ogni tipo ed anche eventi dolorosi come i funerali vengono accompagnati sempre da una Banda.

Storicamente le prime bande musicali sono nate proprio nel meridione d’Italia: Puglia e Campania.  Dapprima come semplici fanfare o orchestrine composte da contadini e povera gente con il pallino della musica che in occasione di matrimoni o piccole feste religiose si riunivano e suonavano con strumenti di fortuna o costruiti  artigianalmente per poi man mano diventare qualcosa di più di un gruppo di suonatori.

Avete in mente  gli zampognari ?   Ancora oggi se ne vede qualcuno nei nostri paesi specialmente durante le feste Natalizie. Ebbene da lì sono nate le bande musicale più di un secolo fà.

Nel mese di febbraio del 1972  la nascente banda suona  proprio a Brognaturo per un funerale, ma il gran giorno del debutto si avvicina velocemente.

La Pasqua del 1972 a Dasà, il paese del M° Natale, segna la nascita ufficiale della Banda di Brognaturo.

Vi ricordo brevemente quanto scritto all’inizio di questo racconto, perchè forse alcune cose non avvengono mai per caso, e forse, dico forse, questa è una di quelle.  

Ricordate da dove arrivò il M° Giuseppe Natale? Si, proprio da Dasà, il suo paese dove lui dirigeva la famosa banda di Dasà.  Una banda ormai in declino e senza futuro. Questa e altre vicissitudini portarono il M° Natale  a Brognaturo con l’intenzione di formare una nuova banda musicale, in un altro paese con altri ragazzi e altre speranze.

Ebbene a distanza di un anno e poco piu’ il M° Giuseppe Natale si appresta a portare proprio a Dasà un’altra banda musicale, non una banda qualsiasi ma la sua nuova banda, una banda composta da ragazzini che per l’occasione verra’completata nel suo organico da alcuni ex bandisti della disciolta banda di Dasà, bandisti rimasti  per così dire fedeli al M° Natale. Una banda nuova, banda che in futuro farà strada, molta strada.

Del resto il M° Giuseppe Natale vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa, come si usa dire oggi, vuole dimostrare a qualcuno che forse non ha più creduto in lui decretando velocemente e senza appello la fine della banda di Dasà, vuole far vedere che lui è in grado e ancora capace di fare il suo mestiere. E dove meglio di Dasà?

Il Maestro Giuseppe Natale annuncia ai suoi ragazzi che la cosa è ufficiale.  Per le festivita’ della Pasqua la banda di Brognaturo andrà a suonare  a Dasà. Sarà la sua prima uscita ufficiale.

Ecco dunque, Dasà come  primo banco di prova per la nascente banda,un banco di prova a dir poco impegnativo e difficile.

Una banda composta da ragazzini, il piu grande di loro ha solo diciotto anni, la loro prima uscita
proprio nel paese del loro Maestro con l’ingombrante presenza degli ex bandisti della banda
di Dasà. Inoltre  chi conosce quel paesino sa’perfettamente quanto importante sia la festa di Pasqua per i Dasaesi. Da sempre lì,  si svolge al Martedì dopo Pasqua la famosa  “Cunfrunta” ancora oggi tradizione viva e  molto partecipata dagli abitanti di Dasà.

La  cosa sembra molto azzardata. Portare a Dasà una banda musicale alle prime armi senza esperienza. Chissà le critiche; sarà un fiasco? O cosa?

Alcuni ex bandisti della banda di Dasà, ormai settantenni  da me contattati raccontano di quella Pasqua del 1972 e di quella banda di ( zzitiejj ) “ ragazzini “.

Sapevamo che “ Peppi “ (cosi loro chiamavano da sempre il M° Giuseppe Natale), era andato a Brognaturo a fare una banda e lo sapevamo perche’ alcuni ex bandisti della banda di Dasà a volte andavano con lui a Brognaturo per aiutarlo.

Nessuno di noi credeva che la cosa avrebbe avuto un seguito, del resto anche i nostri ex colleghi che andavano di volta in volta a Brognaturo non raccontavano un gran chè di serio, sono tutti ragazzini, dicevamo, quelli potranno al massimo suonare solo lì a Brognaturo, così per divertimento o  magari a qualche funerale, niente di più. Quando venimmo a sapere che per Pasqua, la Pasqua del 1972 veniva a suonare “ Peppi “ con la banda di Brognaturo, le critiche si sprecarono. Tutto il paese era in allarme, e come, dissero in molti, per la festa di Pasqua portano una banda di ragazzini?
“ Peppi ” qui non era certo ben visto da molti, addirittura lui portava una banda sconosciuta. Ci fù anche chi si preparò con molta diffidenza a fare feroci critiche già all’arrivo della banda.

 Eravamo tutti in piazza, quando arrivò la banda, vedemmo una ventina di ragazzi, alcuni di loro erano spaesati, quasi spaventati ed insieme a loro c’era anche qualche nostro ex collega  che avrebbe suonato con loro. Intanto che quei ragazzi si preparano a suonare tra noi si facevano anche scommesse: mò vediamo che fanno,no no, questi se ne vanno subito, di questi ragazzi

molti fanno solo numero ( non suonano ), insomma ognuno che arrivava diceva la sua.

Le sentenze si sprecano, tutti hanno il piglio dei sapienti. Ma quando quei ragazzi  incominciarono a suonare, bhe, misero subito tutti d’accordo. Suonarono marce come   “ Spagnolita “,  “ Cuore Abruzzese “,  “ Omaggio agli amici “, in modo perfetto. Il bello e’ stato che suonavano davvero tutti, si,tutti. Ci avvicinammo pure per controllare. Suonavano tutti, tutti.

“ Peppi” aveva fatto davvero una banda a Brognaturo, e che banda.

Alcune signore anziane di Dasà, vicine di casa del compianto M° Giuseppe Natale, con le quali passai un intero pomeriggio a parlare del Maestro, della banda di Dasà e chiedendo loro’ testimonianze vista la mia intenzione di scrivere la storia della banda di Brognaturo, avendo anche loro vissuto in prima persona gli anni della banda di Dasa’ ed essendo anche loro mamme di due ex bandisti, ricordano la banda di Brognaturo e  raccontano di quei giorni: 
Sapevamo anche noi che sarebbe venuta a suonare la banda di “ Peppi “, si, la banda che lui aveva a Brognaturo, sentimmo da lontano suonare e stava arrivando, la banda.
Uscimmo sulla porta di casa e vedemmo davanti a noi tanti ragazzi. Mamma mia, pensammo,  ma sono ragazzini, e come suonano.Erano  giovani, giovanissimi e suonavano veramente bene, facevano tenerezza. Erano bravi e suonavano bene. Fu una bella festa, si una bella festa.

Ci fù anche qualche ex bandista di Dasà che credette dal primo momento in quei ragazzi e che, in seguito, suonò con loro e quel giorno si emozionò nel vederli e sentirli suonare.

La prova del fuoco è stata superata brillantemente.  I ragazzi  hanno suonato superbamente.

Non è stato facile suonare in un paese con una tradizione bandistica forte e importante.

Il Maestro Giuseppe Natale ha avuto ragione, portando quella banda sconosciuta, ha messo tutti a tacere. Il suo lavoro cominciava a dare i suoi frutti.

 

 

E’ nata       . . . . . . . . . .         LA BANDA di BROGNATURO

 

 

 

1972 . . . .    la prima foto ufficiale della Banda di Brognaturo

  

In quella occasione il Maestro Natale fà scattare la prima foto ufficiale della Banda di Brognaturo.
Il fotografo e’ il signor Anselmi di Dasà e la foto viene scattata sul sagrato della chiesa di Maria S.S. della Consolazione,  altra cosa non casuale, un segno del destino?
La banda di Brognaturo fotografata davanti ad una chiesa  dedicata a Maria S.S. della Consolazione? Proprio la Madonna che loro, i Brognaturesi, venerano in modo particolare e della quale sono devoti.  Maria S.S. della Consolazione  protettrice, appunto, di Brognaturo.

Ecco i nomi dei ragazzi che ufficialmente sono i primi bandisti della banda di Brognaturo
Insieme a loro suonano anche alcuni elementi della ex banda di Dasà.

La foto si puo’ vedere nel link  “ foto gallery “

 

Grancassa           Angelo          Loseggio               Dasà

Piatti                    Antonio        Tedeschi               Brognaturo

Rullante               Cosmo          Mangiardi            Brognaturo

Rullante               Domenico     Pirrò                     Brognaturo

Clarinetto Sib     Lele              Grillo                     Brognaturo           

C. piccolo Lab    Nicola          T ucci                     Brognaturo

C. piccolo Mib    Gerardo       Sette                        Dasà

Clarinetto Sib     Francesco   Migali                     Laureana B.

Sax  Contralto    Carmela       Valente                   Brognaturo

Sax Sopranino    Nicolina      Pelaggi                   Brognaturo

Tromba Sib          Francesco  Montagnese             Acquaro

Pistonino             A.                  Calabrese                Gerocarne

Piatti                    Francesco    Minniti                    Dasà

Sax Soprano       B.                   Gagliardi                Dasà

Clarinetto Sib     Cosmo          Rizzo                       Brognaturo

Clarinetto Sib     Benito          Salerno                   Brognaturo

Flicorno Contr.   G.A.              Iennarella              Brognaturo

Trombone Mi      Antonio       Papa                       Brognaturo

Flicorno Sopr.    Antonio        Grillo                      Brognaturo

Tromba Sib         Ruggero       Scopacasa              Brognaturo

Tromba Sib         Bruno           Mangiardi              Brognaturo

Sax Tenore          Ernesto         Zangari                  Brognaturo

Tromba Mib        Basilio          Papa                       Brognaturo

Corno Mib           Franco         Crispo                     Brognaturo

Corno Sib            G.                   Lico                        Pizzoni

Flic. Baritono     Raimondo    Giustino                 Vazzano

Basso Am. Sib     Giuseppe       Grillo                     Rombiolo

Trombone Mi       Antonio        Passarelli              Brognaturo

Basso Am. Mib    Nicola          Carchidi                 Brognaturo

Flic. Baritono     Domenico    Pupo                        Brognaturo

Basso Am. Sib     Giglio           Valente                   Brognaturo

 

 

 

 

                                                                                                                                                

I musicanti . . . ragazzini    “ la banda di li zzitejji ”

 

 

 

Inizia cosi’ l’avventura della Banda di Brognaturo. La prima uscita  a Dasa’, come ho detto prima,  e’ andata benissimo. Si continua a studiare e a concertare ma ormai si esce sempre piu’ spesso per suonare nei paesi.

 

La stagione estiva che sta’ per iniziare  li vedra’ impegnati in molti paesi;  anche in questo il maestro Natale

anticipa i tempi e gia’ la banda ha un ricco calendario di date per suonare nei vari paesi a feste patronali e altri eventi  tipici dell’estate.

 

Gia’ dalle primissime uscite in pubblico della Banda si nota una strana, e per certi versi, curiosa caratteristica: gli elementi che costituiscono il gruppo bandistico che di volta in volta vanno a suonare e’formato straordinariamente da “ragazzini“

 

 Fino ad ora le bande musicali che in generale si esibiscono nei paesi sono formate prevalentemente da gente  con molta esperienza e molta gavetta, quindi ormai adulta al momento del debutto in pubblico e nei loro organici c’e’ sicuramente anche qualche ragazzo che rappresenta l’eccezione ad una regola forse non scritta ma molto rigorosa e rispettata. Addirittura vedere dei ragazzini in una banda e’ un evento rarissimo.

 

L’esempio pratico di tutto questo e’ certamente la Banda di Cardinale, una banda eccellente portata alla notorietà ed al successo dal grande maestro Mele, un concertista di grande esperienza  maturata alla corte della grande tradizione bandistica di Conversano, la banda per antonomasia.

La banda di Cardinale e’ formata quasi tutta da gente adulta e certamente molto esperta, sono pochissimi i ragazzi  che fanno parte del suo organico. 

 

Con l’avvento della banda di Brognaturo si assiste a qualcosa di completamente diverso, di straordinario. L’eta’ dei ragazzi di  Brognaturo che formano l’organico della banda e  iniziano a suonare in pubblico e’ compresa fra i quindici anni del piu’ anziano ed i nove anni del piu’giovane.

 

La banda e’ formata da ragazzi  ed avra’ sempre come tratto distintivo la giovanissima eta’ dei suoi componenti. Sara’ un fattore vincente , questo tratto distintivo , destera’ stupore e meraviglia nelle genti  e nei paesi dove loro andranno a suonare. Del resto una banda che nasce dal nulla ed in poco tempo, deve essere per forza di cose una banda formata da ragazzi.

E’ certamente un azzardo quello del Maestro Natale, portare in giro una banda formata da giovanissimi

senza tanta esperienza e sara’ pure  un fattore vincente, ma che procura non pochi problemi alla banda stessa.

 

Quando nella piazza principale del paese arriva di buon mattino il Pullman della banda di Brognaturo, e’tutto un divertimento ( si fa’ per dire ).

 

Vi racconto una scena tipo ……

 

 

Arriva la banda. Il Pullman si ferma nella piazza principale ed  i ragazzi incominciano a scendere;

Uno, due, tre, quattro , cinque, ……quaranta, cinquanta . . . tutti in divisa e tutti rigorosamente ragazzi e ragazzini.

 

La gente presente allo sbarco di tanta gioventu’ rimane interdetta, lo stupore , la meraviglia , la delusione,  prendono tutti a tal punto che alla vista di quei  ragazzini in divisa i commenti si sprecano.

Le reazioni sono  tante ;  c’e’ chi ne e’gia’ divertito nel vedere tanti ragazzini  un po’ impauriti e spaesati tanto quanto lo strumento che hanno in mano, c’e’ pure chi , curioso, si avvicina come volesse accertarsi che quello che sta’ vedendo e’ vero.

 

Molto meno stupiti e meravigliati ma decisamente molto piu’spiazzati da questa strana visione sono invece i componenti del comitato organizzatore della festa che subito chiedono in modo perentorio spiegazioni dal Maestro Natale sul perche’ proprio li,’ in quel paese, lui abbia portato una  banda di ragazzini.  Il maestro Natale  rassicura e calma gli animi. Ha un gran da fare lui a rassicurare e convincere che quei ragazzini onoreranno l’impegno preso e non deluderanno le aspettative.

E’ a questo punto, dopo che ognuno ha detto la sua, che ognuno  si e’ lamentato di tutto e di piu’, che la parola passa a loro “ alli zzitejji “ ( ai ragazzini ). Passata l’incertezza iniziale,  i ragazzi si schierano ed il primo colpo d’occhio e’ straordinario nel vedere  una marea di ragazzi in divisa. Il Maestro Natale da’ il via, incominciano a suonare e tra gli applausi la festa puo’ cominciare.

 

Questa situazione si ripetera’ moltissime  volte in futuro. Arriva la banda e tutti a commentare:  sono bambini, chissa’ se davvero suonano, ma chi sono, da dove spuntano fuori . Qualcuno commenta anche pesantemente,  poi incominciano a suonare e la gente rimane senza parole.

 

Ma la giovane eta’ dei componenti della banda ispira anche ben altro. In ogni paese ci sono  sempre  quelli che ne sanno piu’ degli altri, quelli che non si fanno fregare da nessuno , che sono i furbi di turno.

C’e’ una pratica un po’fastidiosa che questi sapientoni mettono in atto ogni qual volta la banda si esibisce; e’ il loro sport preferito e mentre la banda da ferma esegue una marcia li vedi arrivare  e avvicinarsi molto convinti mettendo l’orecchio allo strumento per sentire se il malcapitato di turno sta’ suonando davvero o fa’ soltanto finta.

La cosa piu’ fastidiosa e’ che scelgono di controllare sempre i piu’ piccoli e comunque il piu’ delle volte rimangono con un palmo di naso e fanno cenno, un po’increduli, agli altri spettatori che il ragazzo preso di mira suona davvero ed in compenso  l’eroe sapiente se ne esce spesso con un bernoccolo in testa  perche’ si sa’

essere ragazzini e’ un conto ma cio’ non significa che si e’per forza anche ingenui. La vendetta e’ immediata,

una bottarella in testa o peggio, in faccia, con disinvoltura naturalmente.

 

Questo e’ anche l’anno in cui il maestro Natale incomincia  a formare la banda   per il servizio

da palco ed introduce lo studio delle prime opere e sinfonie.

Con il passare dei giorni  la banda prende una sua piu’ precisa fisionomia e identità;

si continua  a studiare e a concertare ed  il repertorio musicale si arricchisce di marce straordinarie.

Il corso continua, molti sono in trepida attesa per entrare nei ranghi della banda.

 

Ogni sabato e Domenica la banda parte per suonare in qualche paese. Poi nel mese di Luglio arriva la prima serata da palco della banda.

 

Il debutto e’a Pizzoni, un paesino poco lontano da Brognaturo. Siamo alla 3° Domenica di Luglio,

 un evento quella sera, i ragazzi della banda hanno un  pubblico del tutto particolare. Sono arrivati a Pizzoni

per assistere alla serata moltissimi Brognaturesi, naturalmente  genitori,  fratelli, amici. I bandisti suoneranno su un palchetto improvvisato che e’ talmente piccolo che vi si sistemano a stento.

 

Intanto gli ex bandisti della banda di  Dasa’ che in questo primo periodo suonano insieme ai Brognaturesi,

incominciano a lasciare il posto agli altri ragazzi che nel frattempo sono pronti al debutto. Ormai la banda e’ quasi formata solo da ragazzi di Brognaturo.

 

Questo e’ anche  l’anno della prima volta a Serra San Bruno. La festa dell’Assunta   ( 15 Agosto ) e’ una festa grandiosa a Serra S. Bruno, il paese piu’ importante e conosciuto della nostra zona, e questa e’ la prima volta in assoluto che si vede suonare la banda di Brognaturo ad una festa cosi importante vicino ai nostri paesi.

 

 La Madonna della Consolazione  a  Brognaturo

 

 

La Madonna della Consolazione,  da sempre, per i Brognaturesi e‘ la festa per eccellenza;  la Madonna e’ la protettrice di Brognaturo.

Loro venerano in particolar modo la Madonna della Consolazione. I Brognaturesi sentono in modo profondo e partecipato questa festa. Inoltre, da tempo immemorabile, questa e’ una delle feste più importanti della Calabria e in quei giorni arrivano a Brognaturo pellegrini da ogni dove e si fanno grandiosi festeggiamenti.

 

Per la prima volta i ragazzi  della banda suonano a  Brognaturo, alla festa più importante del paese; del loro paese.

 

Prima Domenica di Settembre;  molti ricordano  quei giorni emozionanti , esibirsi  davanti ai loro paesani,

ai loro parenti, ai loro genitori, accompagnare la processione e suonare  per le vie del loro paese durante la festa più importante.

 

E’ una festa nella festa. Sono  tre giorni di festa particolari. E’ fantastico che la Banda di Brognaturo suoni

a Brognaturo; fino ad ora per questa festa  si portavano bande di grande fama come bande Pugliesi, la  stessa banda di Cardinale. Ora c’e’ una nuova banda per la festa di Maria SS della Consolazione a Brognaturo:

La Banda  di Brognaturo

 

Questa e’ la festa che chiude la stagione estiva; la stagione delle feste. Ancora qualche esibizione e per quest’anno le feste sono finite. La banda suonera’ a qualche funerale, e siamo gia’alla fine dell’anno.

 

 

 

 

1973  .  .  .  .   Addio  .  .  .  Ruggero Scopacasa

 

 

La stagione si e’ conclusa ora e` il tempo di bilanci,  ed e’ gia tempo di preparazione per la prossima stagione.

Si arricchisce ancora il repertorio marciabile e quello operistico. Ormai la banda e’ una realta’solida, bisogna  migliorare, bisogna conquistare altre piazze e riconfermarsi in quelle gia’ acquisite.

L’organico della banda si arricchisce ancora , e purtroppo ancora qualcuno deve abbandonare

e finisce cosi’  per loro la fantastica avventura

 

Il 1973 dovra’ essere nelle migliori intenzioni  un anno di grandi  progetti percio` si dovra` lavorare sodo per preparare al meglio la prossima stagione e bisogna lanciare definitivamente la banda di Brognaturo.

Il nome di Brognaturo circola gia’ in tutto il Vibonese e non solo, il Maestro Natale ha gia’ molti contratti

in molti paesi per la stagione delle feste e quindi il lavoro continua con gli studi ed i concerti.

 

Questo e’ anche l’anno dell’ingresso nella banda di Brognaturo dei primi    “ Simbariani “.

Nei primi mesi del 1973 si iscrivono al corso di musica Cosmino Franco ( mio cugino )

 suonera’ il Sax tenore, Francesco Rosso e Antonio Rosso ( Toto’ ) il primo suonera’ la Tromba in sib

 il secondo il Flicorno soprano. Toto’ e Francesco sono i due figli maschi del sarto che ha cucito e continuera` a cucire le divise della banda:  Mastro Antonio Rosso

 

 

 

   

20 Aprile    1973.  .  .Quel tragico Venerdi` Santo

 

 

Siamo nella settimana Santa della Pasqua del 1973. Sono incominciate le tradizionali

funzioni religiose  che rievocano ormai da sempre  “ La passione di Cristo “ .

 

Per tutto il mondo di fede Cristiana  , la “ Settimana Santa “ e’ il culmine  delle celebrazioni

Religiose. La fede Cristiana  si fonda proprio su  questo evento: “ il mistero della morte e Resurrezione di Cristo “ .

Nei nostri paesi e in tutto il meridione d’Italia  i riti della Settimana Santa sono particolarmente suggestivi, le tradizioni popolari  rendono  questo evento spettacolare ed emozionante .

La solennita ‘ del rito religioso e’ accompagnato da manifestazioni e rappresentazioni

dei momenti piu’ salienti di quella che fu’ l’ultima settimana terrena di Cristo .

 

 

Assistere ai riti Pasquali  nei paesi del sud Italia e’ anche uno spettacolo straordinario .

 

Il  pomeriggio del  Venerdi Santo a Brognaturo si celebra il rito antico della Via Crucis e crocifissione del Cristo; una processione muove lenta e silenziosa  lungo la salita tortuosa che porta  dalla chiesa  verso il calvario del paese e si intonano i canti  religiosi. La banda di Brognaturo accompagna la processione eseguendo le marce funebri con divisa blu’ e berretto nero .

 

Non e’ un pomeriggio particolarmente freddo pero’ siamo nel mese di Aprile e’ siamo in montagna

e al calare  della sera il freddo si fa’ sentire.

 

Arrivati al Calvario si svolge la funzione religiosa. Si depone il Cristo dalla croce e la processione riprende e si fa’ ritorno in chiesa per il seguito della funzione .

 

I ragazzi della  banda finiscono il loro servizio e fra qualche ora si devono riunire nei locali della scuola elementare per concertare e mettere a punto le opere e le sinfonie perche` Domenica di Pasqua dovranno esibirsi in una serata da palco a Dasa’ e a dirigere sara’  il Professore Pino Natale

e sara’  lui  personalmente a dirigere anche le prove quella sera.

 

Dal racconto dei ragazzi che quella sera erano lì  . .

 

Toto’ Lacaria ( Basso in sib ) racconta . . . . .

 

Sera di Venerdi Santo , finita la processione iniziata nel primo pomeriggio, andammo a casa  giusto il tempo per cambiarci in abiti civili e  mangiare qualcosa perche` si doveva subito andare nel salone della scuola a concertare le “ opere “ per l’imminente serata da palco che dovevamo fare a Dasa’. Erano pressappoco le otto di  sera. Alla spicciolata ci si avviava verso la scuola; era gia’ arrivato da poco anche il professore Pino Natale .

 

Il salone della scuola comincia ad animarsi , pian  piano stanno arrivando tutti.

Arriva anche Ruggero. Entra,  adagia la sua  tromba in sib su un davanzale interno di una delle finestre, e si avvia di nuovo verso l’uscita;  sta’ mangiando un pezzo di dolce Pasquale tipico delle nostre zone  “la cururia “ o “cuzzupa” come la chiamiamo noi a Simbario, che si prepara apposta per la Pasqua.

 

Siamo li nel salone, ricorda Toto’, e parliamo tra noi di quello che ci stiamo accingendo a fare

quando ad un tratto si sente un tonfo; qualcuno corre verso l’uscita a vedere cosa e’ successo e si nota Ruggero che e’ accasciato a terra. Qualcuno dei presenti la butta sul ridere e dice: che fai Ruggero sei inciampato sulle mattonelle ? 

 

Ma subito ci rendiamo conto che c’e’ poco da ridere, Ruggero e’ bianco in volto e non si muove e

non risponde. Lo scuotono ma Ruggero resta  lì, immobile.

 

Vito Valente( Vitu di micarolu), clarinettista della banda,  insiste nel chiamare e scuotere Ruggero ma lui non risponde. Vito  capisce che c’e’ qualcosa che non va’e  prende in braccio Ruggero e accompagnato dagli altri ragazzi si precipita  velocemente verso il bar del papa’ di Ruggero , che si trova  lì nella grande piazza del paese .

 

 

Ruggero non da’ segni di vita e la cosa e’ molto preoccupante. IL Maestro Natale e’ molto preoccupato ed i ragazzi sono molto spaventat. Prestati i primi soccorsi nel bar, Ruggero viene portato a casa del Medico Valente  che intuisce subito la gravita’ della situazione.

 

I ragazzi intanto  rientrano  nel salone della scuola dove ormai tutti hanno appreso la notizia.  Sono un po’ storditi dall’accaduto ma ancora  non sanno della terribile tragedia che si e’ gia’ consumata. Pensano ad un malore passeggero, una cosa da niente. IL professore Pino Natale comunque da inizio alle prove e si incomincia a suonare ma la mente di tutti e’ rivolta altrove; molta tensione e poca voglia di suonare, ma con fatica si comincia .

 

All’improvviso qualcuno arriva di corsa nel salone della scuola, visibilmente sconvolto fa’ un cenno e si avvicina al professore  Pino Natale, parlotta con lui  facendo dei gesti strani. IL volto del professore Pino si fa scuro e incredulo;  la notizia che quest’uomo gli ha appena riferito lo sconvolge e  subito interrompe le prove, scuote la testa , non puo’ credere a quello che ha sentito.

 

I ragazzi assistono alla scena. Quello che sta’ accadendo e’ irreale e nel salone e’calato un silenzio che gela il sangue.Tutti si guardano ammutoliti. Qualcuno intuisce e qualcuno si precipita fuori e corre verso la grande piazza. Ruggero! Si tratta di Ruggero. Per qualche secondo in quel salone il tempo si ferma , il professore Pino , forse con molto pudore e per non allarmare piu’ di tanto, dice:

“ ragazzi,  per stasera basta cosi,  andate a casa “. Non aggiunge altro .

 

 Tutti escono fuori, qualcuno corre a casa, altri si precipitano verso il bar della piazza a chiedere notizie. 

 

Intanto a casa di Ruggero si vive gia’ l’immane tragedia che ha colpito la famiglia Scopacasa

al medico  Valente, che presta i primi soccorsi a Ruggero , non resta che il gravoso e difficile compito di accertarne il decesso. Si dira’ che  Ruggero Scopacasa e’ stato stroncato da un infarto fulminante . 

 

La  tragica notizia  fa’ rapidamente il giro del paese e dei paesi vicini. In un battere di ciglia tutti sono al corrente di quello che e’ successo; su Brognaturo cala una cappa pesantissima e si passa,  in pochi minuti , da un giorno di festa ad un giorno terribile.

 

C’e’ sgomento ed incredulita`. Passano le ore e l’angoscia ed il dolore si  diffondono e  avvolgono  tutto e tutti .

 

Un fulmine a ciel sereno, un fulmine che trafigge e squarcia i cuori , annebbia la mente , getta nello

Sconforto. La morte improvvisa di Ruggero  per i ragazzi della Banda e’ devastantec’e’ chi addirittura non vuole piu’ saperne di suonare e c’e’ chi vuole lasciare  la banda, altri sono molto spaventati. IL salone della scuola e’ diventato un luogo da evitare; ad un tratto la banda assume un aspetto tragico, non piu’ simbolo di festa e di gioia.  Si, la banda , il simbolo della  festa, sembra ora una cosa lontana senza significato. Lo spavento porta cattivi pensieri.

 

I ragazzi della banda affrontano ora questa immane tragedia; il loro amico , compagno e collega di tante avventure non c’e’ piu’. Immaginate cosa  passa nella mente e nel cuore di quei ragazzi

che fino a poche ore prima avevano suonato insieme, nel loro paese, avevano fatto insieme la processione ed insieme dovevano concertare la sera stessa nella scuola.

 

Cosi scompare prematuramente “Ruggero Scopacasa” tromba in sib della banda. Aveva soltanto quindici  anni; un ragazzino pieno di vita, fiero della sua tromba, della sua divisa e fiero di appartenere alla  Banda di Brognaturo .

 

Il suo sogno di ragazzino e’ stato spezzato violentemente; gli e’ stata negata la sua gioventu’. E` andato via nel fiore degli anni . Si era iscritto al corso di musica l’anno prima ed era uno dei piu’ bravi, dei piu’ volenterosi, adorava la sua tromba , era un ragazzo educato , simpatico ed amato da tutti.

Suonava in modo superbo. Tutti  dicevano che nelle sue mani quella Tromba cantava.

 

Ora la banda di Brognaturo piange la piccola tromba in Sib;  il suo piccolo Ruggero.

 

 

I giorni che seguono sono  terribili e lasceranno un vuoto incolmabile nella famiglia Scopacasa  ed in tutti quelli che conobbero e amarono Ruggero. Lascia anche un vuoto nella banda dove lui suonava. Lui era stato uno dei primi iscritti al corso, uno dei primi bandisti di quella che ormai e’ gia’ una  banda  di successo.  

 

 

 

Una famiglia distrutta dal dolore e  una intera comunita’ sgomenta e ancora incredula si apprestano a dare l’ultimo saluto a quel  ragazzino “ biondo“  conosciuto da tutti .

 

 E’ Sabato Santo e nel pomeriggio si svolgono i funerali di Ruggero. IL funerale non sara’ accompagnato dal tocco delle campane che, come tradizione vuole, con il Cristo morto sono mute.

 

Anche la banda si appresta ad accompagnare nel suo ultimo viaggio il suo  ragazzino.

Il giorno piu’ triste e doloroso che la  banda deve affrontare; nessuno mai avrebbe immaginato

una cosa del genere cioe` che la banda  avrebbe dovuto suonare al funerale di uno dei suoi “ ragazzi.

 

La banda  e’ gioia , entusiasmo , allegria , ragazzi che suonano e danno spettacolo;  se si dice banda  si dice festa,  ma in questo triste giorno  non e’ cosi’, ad un tratto la banda si trova a doversi assumere un compito ingrato , doloroso , inaccettabile  . . . .

 

Il pomeriggio di Sabato Santo  e’ un pomeriggio pesantissimo per tutti ed il paese sembra essere sospeso nel nulla. La  piazza di Brognaturo sembra immersa in una dimensione irreale; una piazza che si sta’ riempiendo di gente venuta da ogni dove, per dare l’ultimo saluto a Ruggero.

 

La grande  piazza del paese sembra fin troppo grande , ma non riesce lo stesso a contenere il dolore lo sgomento ed il  silenzio, un silenzio che soffoca. Una  piazza immensa,  ma muta.

 

La funzione funebre volge al termine e la banda si schiera nella grande piazza; suona con

la divisa bianca e porta sul braccio una fascia nera listata a lutto. Ci sono tutti:

il Maestro Giuseppe Natale , il professore Pino Natale ,  tutti , e visibilmente commossi.

La scena e’ struggente, lascia senza fiato. I ragazzi della banda di Brognaturo sono pronti ad accompagnare il loro amico, fratello e piccolo bandista ,  nel suo ultimo viaggio .

 

Suonano con la morte nel cuore e molti di loro non riescono nemmeno a suonare tanto e’ il dolore e lo sconforto. Non era  proprio questo che avrebbero voluto per Ruggero,ma  sono comunque fieri di averlo avuto con loro. La Banda di Brognaturo  e’ fiera di aver avuto tra le sue file un ragazzo come Ruggero .

 

CiaoRuggero Scopacasa, piccola tromba in sib della “Banda di Brognaturo” ,

 suonerai la tua amata tromba lassu’ con ottimi colleghi: gli angeli del paradiso.   

 

Angelarosa, la sorella di Ruggero che in questo periodo ancora frequenta il corso di musica

e suonera’ in seguito  il flauto nella banda , racconta di Ruggero che suona per l’ultima

volta quel tragico Venerdi Santo:

 

“Ricordo tutta la processione.Arrivati al calvario vidi mio fratello appoggiato al muretto

del Calvario un po’ affaticato. Bello nella sua divisa con la sua tromba che adorava e mi

sorrise. Fu l’ultima volta che lo vidi suonare”. 

 

La tromba in sib che Ruggero suonava nella banda fu’ donata dal Maestro Giuseppe Natale

alla famiglia di Ruggero ed e’ tutt’ora conservata gelosamente dalla sorella Angelarosa .

 

Io non lo conobbi personalmente,  ma, sentii parlare molto di lui, molto .

IL suo nome e la sua memoria resteranno per sempre legati alla Banda di Brognaturo.

Tutt’oggi ogni qual volta si parla della banda di Brognaturo, inevitabilmente si parla di Ruggero Scopacasa.

 

    ecco una foto di Ruggero  

 “ la piccola tromba in sib della banda di Brognaturo “

 

 

                                                                 

 

 

 

La vita continua e continua anche l’avventura  della banda.

 

Nel frattempo alcuni dei ragazzi della prima formazione vanno via dalla banda

ed incominciano ad iscriversi come ho detto prima, anche i primi Simbariani.

 

Essere nato in un paese del meridione d’Italia significava specialmente in quegli anni

fare i conti con “ cosa farò da grande? E soprattutto “dove lo faro”? Si,  dove !!!

Qui a Brognaturo, in Canada’, in Germania, a  Milano forse? 

L`emigrazione.Sempre lei. Noi meridionali  conosciamo bene questa piaga sin dall’inizio del secolo  e la storia si ripete: lasciare tutto, famiglia, affetti, amici, il paese.

In ogni nostra famiglia c’e’ qualcuno che per trovare lavoro e’ andato via, a volte non ritornando mai piu’ al paese .

Anche per alcuni ragazzi della banda arriva il momento della scelta, quasi sempre obbligata,  e via  chi in Canada, chi in Belgio , chi in Germania 

Qualcuno va’ via per completare gli studi, Qualcun`altro esce dalla banda anche rimanendo al paese perche` bisogna comunque lavorare no?

 

                                                                                                          Continua . . ..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                            

                                                                                                           

 

             

                                                                                                                             continua . . … . .

 

 

 

 

 

 

 

 

E-mail: info@brognaturoonline.com

 

 

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