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1971 . . . . . il corso di musica ritorna nella scuola Elementare Siamo ormai nel mese di
Ottobre , stà iniziando il nuovo anno scolastico 1971 – 1972 Ecco il mistero; visto che il corso di musica non era una cosa saltuaria e periodica ma bensì ormai era cosa di tutte
le sere, anche se il corso non era
ancora stato ufficialmente istituito dal ministero della Pubblica Istruzione
e che il lavoro svolto dal Maestro
Natale e dagli allievi era molto impegnativo, avrebbe significato tenere i
locali a disposizione anche durante la stagione, per così dire delle vacanze
scolastiche, e molto spesso fino a tarda sera. e non acconsentirono che i ragazzi usassero i locali anche durante le vacanze estive. Per loro sarebbe stato un problema , un impegno in più, ma sarebbe stato di certo un piccolo ma significativo contributo per una buona causa. Spesso, nel cercar di tutelare i propri interessi non si pensa che sono i piccoli gesti e i piccoli sacrifici che a volte creano le grandi opportunità e scrivono la storia. A breve il corso
diventerà ufficiale e anche questo problema sarà risolto, vacanze o non
vacanze, in futuro le cose saranno diverse. Nella grande piazza del
paese succede una specie di parapiglia; chi corre a casa a prendere lo strumento , chi smette
velocemente di giocare a pallone, come si usava fare proprio lì, in piazza,
chi sparisce e probabilmente per quella sera non si fà più vivo. Come già detto prima il periodo passato nella piccola casa di Peppina di Zanna è stato molto proficuo, i ragazzi sono gia ad un buon punto con la preparazione musicale e tutto procede bene. Il repertorio marciabile è gia ben delineato e si arricchisce di volta in volta con inni religiosi, marce militari, marce sinfoniche. Si incomincia a parlare addirittura di opere e sinfonie per future serate da palco. Il Millenovecentosettantuno volge ormai al termine il tempo che rimane sarà di intenso lavoro come sempre , il nuovo anno che sta per arrivare vedrà finalmente il debutto ufficiale di questa formazione bandistica. 1972
. . . La prima formazione
ufficiale della banda Il
Millenovecentosettantadue gia dai primi giorni si preannuncia un anno decisivo, dopo la breve pausa per le feste
Natalizie si riprende a lavorare. Circola voce che già per le festività di Pasqua la banda andrà a suonare a Dasà, sembra inverosimile ma pare proprio così. Siamo all’inizio del
nuovo anno, sono già una ventina i ragazzi che sono pronti per suonare in pubblico, loro, saranno la base della
nascente banda. La cosa è molto importante. Suonare e marciare non e’ cosa da poco, bisogna mantenere la formazione e non uscire dai ranghi. Chi ha fatto il servizio militare sà certamente di cosa si tratta. Una banda musicale non è semplicemente gente che suona e basta. Così imparano
velocemente a disporsi su più file
tenendo conto degli strumenti musicali: Imparano a marciare a
passo militare come la tradizione
vuole, e suonano senza perdere la formazione, tutti compatti uno accanto
all’altro come un’antica Legione Romana. La tradizione
bandistica impone regole e comportamenti precisi, nulla e lasciato al caso. Avete in mente gli zampognari ? Ancora oggi se ne vede qualcuno nei nostri paesi specialmente durante le feste Natalizie. Ebbene da lì sono nate le bande musicale più di un secolo fà. Nel mese di febbraio
del 1972 la nascente banda suona proprio a Brognaturo per un funerale, ma il
gran giorno del debutto si avvicina velocemente. Ebbene a distanza di un anno e poco piu’ il M° Giuseppe Natale si appresta a portare proprio a Dasà un’altra banda musicale, non una banda qualsiasi ma la sua nuova banda, una banda composta da ragazzini che per l’occasione verra’completata nel suo organico da alcuni ex bandisti della disciolta banda di Dasà, bandisti rimasti per così dire fedeli al M° Natale. Una banda nuova, banda che in futuro farà strada, molta strada. Del resto il M° Giuseppe Natale vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa, come si usa dire oggi, vuole dimostrare a qualcuno che forse non ha più creduto in lui decretando velocemente e senza appello la fine della banda di Dasà, vuole far vedere che lui è in grado e ancora capace di fare il suo mestiere. E dove meglio di Dasà? Il Maestro Giuseppe Natale annuncia ai suoi ragazzi che la cosa è ufficiale. Per le festivita’ della Pasqua la banda di Brognaturo andrà a suonare a Dasà. Sarà la sua prima uscita ufficiale. Ecco dunque, Dasà come primo banco di prova per la nascente banda,un banco di prova a dir poco impegnativo e difficile. Una banda composta da
ragazzini, il piu grande di loro ha solo diciotto anni, la loro prima uscita La cosa sembra molto azzardata. Portare a Dasà una banda musicale alle prime armi senza esperienza. Chissà le critiche; sarà un fiasco? O cosa? Alcuni ex bandisti della banda di Dasà, ormai settantenni da me contattati raccontano di quella Pasqua del 1972 e di quella banda di ( zzitiejj ) “ ragazzini “. Sapevamo che “ Peppi “ (cosi loro chiamavano da sempre il M° Giuseppe Natale), era andato a Brognaturo a fare una banda e lo sapevamo perche’ alcuni ex bandisti della banda di Dasà a volte andavano con lui a Brognaturo per aiutarlo. Nessuno di noi credeva
che la cosa avrebbe avuto un seguito, del resto anche i nostri ex colleghi
che andavano di volta in volta a Brognaturo non raccontavano un gran chè di
serio, sono tutti ragazzini, dicevamo, quelli potranno al massimo suonare
solo lì a Brognaturo, così per divertimento o
magari a qualche funerale, niente di più. Quando venimmo a sapere che
per Pasqua, la Pasqua del 1972 veniva a suonare “ Peppi “ con la banda di
Brognaturo, le critiche si sprecarono. Tutto il paese era in allarme, e come,
dissero in molti, per la festa di Pasqua portano una banda di ragazzini? Eravamo tutti in piazza, quando arrivò la banda, vedemmo una ventina di ragazzi, alcuni di loro erano spaesati, quasi spaventati ed insieme a loro c’era anche qualche nostro ex collega che avrebbe suonato con loro. Intanto che quei ragazzi si preparano a suonare tra noi si facevano anche scommesse: mò vediamo che fanno,no no, questi se ne vanno subito, di questi ragazzi molti fanno solo numero ( non suonano ), insomma ognuno che arrivava diceva la sua. Le sentenze si sprecano, tutti hanno il piglio dei sapienti. Ma quando quei ragazzi incominciarono a suonare, bhe, misero subito tutti d’accordo. Suonarono marce come “ Spagnolita “, “ Cuore Abruzzese “, “ Omaggio agli amici “, in modo perfetto. Il bello e’ stato che suonavano davvero tutti, si,tutti. Ci avvicinammo pure per controllare. Suonavano tutti, tutti. “ Peppi” aveva fatto davvero una banda a Brognaturo, e che banda. Alcune signore anziane
di Dasà, vicine di casa del compianto M° Giuseppe Natale, con le quali passai
un intero pomeriggio a parlare del Maestro, della banda di Dasà e chiedendo
loro’ testimonianze vista la mia intenzione di scrivere la storia della banda
di Brognaturo, avendo anche loro vissuto in prima persona gli anni della
banda di Dasa’ ed essendo anche loro mamme di due ex bandisti, ricordano la
banda di Brognaturo e raccontano di
quei giorni: Ci fù anche qualche ex bandista di Dasà che credette dal primo momento in quei ragazzi e che, in seguito, suonò con loro e quel giorno si emozionò nel vederli e sentirli suonare. La prova del fuoco è stata superata brillantemente. I ragazzi hanno suonato superbamente. Non è stato facile suonare in un paese con una tradizione bandistica forte e importante. Il Maestro Giuseppe Natale ha avuto ragione, portando quella banda sconosciuta, ha messo tutti a tacere. Il suo lavoro cominciava a dare i suoi frutti. E’ nata . . . . . . . . . . LA BANDA di BROGNATURO 1972 . . . . la prima foto
ufficiale della Banda di Brognaturo In quella occasione il Maestro
Natale fà scattare la prima foto ufficiale della Banda di Brognaturo. La foto si puo’ vedere nel link “ foto gallery “ Grancassa Angelo Loseggio Dasà Piatti Antonio Tedeschi Brognaturo Rullante Cosmo Mangiardi Brognaturo Rullante Domenico Pirrò Brognaturo Clarinetto Sib Lele Grillo Brognaturo C. piccolo Lab Nicola T ucci Brognaturo C. piccolo Mib Gerardo Sette Dasà Clarinetto Sib Francesco Migali Laureana B. Sax Contralto Carmela Valente Brognaturo Sax Sopranino Nicolina Pelaggi Brognaturo Tromba Sib Francesco Montagnese Acquaro Pistonino A. Calabrese Gerocarne Piatti Francesco Minniti Dasà Sax Soprano B. Gagliardi Dasà Clarinetto Sib Cosmo Rizzo Brognaturo Clarinetto Sib Benito Salerno Brognaturo Flicorno Contr. G.A. Iennarella Brognaturo Trombone Mi Antonio Papa Brognaturo Flicorno Sopr. Antonio Grillo Brognaturo Tromba Sib Ruggero Scopacasa Brognaturo Tromba Sib Bruno Mangiardi Brognaturo Sax Tenore Ernesto Zangari Brognaturo Tromba Mib Basilio Papa Brognaturo Corno Mib Franco Crispo Brognaturo Corno Sib G. Lico Pizzoni Flic. Baritono Raimondo Giustino Vazzano Basso Am. Sib Giuseppe Grillo Rombiolo Trombone Mi Antonio Passarelli Brognaturo Basso Am. Mib Nicola Carchidi Brognaturo Flic. Baritono Domenico Pupo Brognaturo Basso Am. Sib Giglio Valente Brognaturo
I musicanti . . .
ragazzini “ la banda di li zzitejji
” Inizia cosi’ l’avventura della Banda di Brognaturo.
La prima uscita a
Dasa’, come ho detto prima, e’ andata
benissimo. Si continua a studiare e a concertare ma ormai si esce sempre piu’
spesso per suonare nei paesi. La stagione estiva che sta’ per iniziare li vedra’ impegnati in molti paesi; anche in questo il maestro Natale anticipa i tempi e gia’ la banda ha un ricco
calendario di date per suonare nei vari paesi a feste patronali e altri
eventi tipici dell’estate. Gia’ dalle primissime uscite in pubblico della Banda
si nota una strana, e per certi versi, curiosa caratteristica: gli elementi
che costituiscono il gruppo bandistico che di volta in volta vanno a suonare
e’formato straordinariamente da “ragazzini“ Fino ad ora
le bande musicali che in generale si esibiscono nei paesi sono formate
prevalentemente da gente con molta
esperienza e molta gavetta, quindi ormai adulta al momento del debutto in
pubblico e nei loro organici c’e’ sicuramente anche qualche ragazzo che
rappresenta l’eccezione ad una regola forse non scritta ma molto rigorosa e
rispettata. Addirittura vedere dei ragazzini in una banda e’ un evento rarissimo.
L’esempio pratico di tutto questo e’ certamente la
Banda di Cardinale, una banda eccellente portata alla notorietà ed al
successo dal grande maestro Mele, un concertista di grande esperienza maturata alla corte della grande
tradizione bandistica di Conversano, la banda per antonomasia. La banda di Cardinale e’ formata quasi tutta da
gente adulta e certamente molto esperta, sono pochissimi i ragazzi che fanno parte del suo
organico. Con l’avvento della banda di Brognaturo si assiste a
qualcosa di completamente diverso, di straordinario. L’eta’ dei ragazzi di Brognaturo che formano
l’organico della banda e iniziano a
suonare in pubblico e’ compresa fra i quindici anni del piu’ anziano ed i
nove anni del piu’giovane. La banda e’ formata da ragazzi ed avra’ sempre come tratto
distintivo la giovanissima eta’ dei suoi componenti. Sara’ un fattore vincente , questo tratto distintivo , destera’ stupore e
meraviglia nelle genti e nei paesi
dove loro andranno a suonare. Del resto una banda che nasce dal nulla ed in
poco tempo, deve essere per forza di cose una banda formata da ragazzi. E’ certamente un azzardo quello del Maestro Natale,
portare in giro una banda formata da giovanissimi senza tanta esperienza e sara’ pure un fattore vincente, ma che procura non
pochi problemi alla banda stessa. Quando nella piazza principale del paese arriva di
buon mattino il Pullman della banda di Brognaturo, e’tutto un divertimento ( si fa’ per dire ). Vi racconto una
scena tipo …… Arriva la banda. Il Pullman si ferma nella piazza
principale ed i ragazzi incominciano a
scendere; Uno, due, tre, quattro ,
cinque, ……quaranta, cinquanta . . . tutti in divisa e tutti rigorosamente
ragazzi e ragazzini. La gente presente allo sbarco di tanta gioventu’
rimane interdetta, lo stupore , la meraviglia , la
delusione, prendono tutti a tal punto
che alla vista di quei ragazzini in
divisa i commenti si sprecano. Le reazioni sono
tante ; c’e’ chi ne e’gia’
divertito nel vedere tanti ragazzini
un po’ impauriti e spaesati tanto quanto lo strumento che hanno in
mano, c’e’ pure chi , curioso, si avvicina come volesse accertarsi che quello
che sta’ vedendo e’ vero. Molto meno stupiti e meravigliati ma decisamente
molto piu’spiazzati da questa strana visione sono invece i componenti del
comitato organizzatore della festa che subito chiedono in modo perentorio spiegazioni
dal Maestro Natale sul perche’ proprio li,’ in quel paese, lui abbia portato una banda di ragazzini. Il maestro Natale rassicura e calma gli animi. Ha un
gran da fare lui a rassicurare e convincere che quei ragazzini onoreranno
l’impegno preso e non deluderanno le aspettative. E’ a questo punto, dopo che ognuno ha detto la sua, che
ognuno si e’
lamentato di tutto e di piu’, che la parola passa a loro “ alli zzitejji “ ( ai ragazzini ). Passata
l’incertezza iniziale, i ragazzi si schierano ed il primo
colpo d’occhio e’ straordinario nel vedere una marea di ragazzi in divisa. Il Maestro
Natale da’ il via, incominciano a suonare e tra gli applausi la festa puo’
cominciare. Questa situazione si ripetera’ moltissime
volte in futuro. Arriva la
banda e tutti a commentare: sono
bambini, chissa’ se davvero suonano, ma chi sono, da dove spuntano fuori . Qualcuno commenta anche pesantemente, poi incominciano
a suonare e la gente rimane senza parole. Ma la giovane eta’ dei componenti della banda ispira
anche ben altro. In ogni paese ci sono sempre quelli che ne sanno piu’ degli altri,
quelli che non si fanno fregare da nessuno , che sono i furbi di turno. C’e’ una pratica un po’fastidiosa che questi
sapientoni mettono in atto ogni qual volta la banda si esibisce; e’ il loro
sport preferito e mentre la banda da ferma esegue una marcia li vedi
arrivare e avvicinarsi molto convinti mettendo
l’orecchio allo strumento per sentire se il malcapitato di turno sta’
suonando davvero o fa’ soltanto finta. La cosa piu’ fastidiosa e’ che scelgono di
controllare sempre i piu’ piccoli e comunque il piu’ delle volte rimangono
con un palmo di naso e fanno cenno, un po’increduli, agli altri spettatori
che il ragazzo preso di mira suona davvero ed in compenso l’eroe sapiente se ne esce spesso con un
bernoccolo in testa perche’ si sa’ essere ragazzini e’ un conto ma cio’ non significa
che si e’per forza anche ingenui. La vendetta e’ immediata, una bottarella in testa o peggio, in
faccia, con disinvoltura naturalmente. Questo e’ anche l’anno in cui il maestro Natale
incomincia a formare la banda per il servizio da palco ed introduce lo studio delle
prime opere e sinfonie. Con il passare dei giorni la banda prende una sua piu’ precisa
fisionomia e identità; si continua a studiare e a concertare ed il repertorio musicale si arricchisce di
marce straordinarie. Il corso continua, molti sono in trepida attesa per
entrare nei ranghi della banda. Ogni sabato e Domenica la banda parte per suonare in
qualche paese. Poi nel mese di Luglio arriva la prima serata da palco della
banda. Il debutto e’a Pizzoni, un paesino poco lontano da
Brognaturo. Siamo alla 3° Domenica di Luglio, un evento quella sera, i ragazzi della banda hanno un pubblico del tutto particolare. Sono
arrivati a Pizzoni per assistere alla serata moltissimi
Brognaturesi, naturalmente
genitori, fratelli, amici. I
bandisti suoneranno su un palchetto improvvisato che e’ talmente piccolo che
vi si sistemano a stento. Intanto gli ex bandisti della banda di Dasa’ che in questo primo periodo suonano
insieme ai Brognaturesi, incominciano a lasciare il posto agli altri
ragazzi che nel frattempo sono pronti al debutto. Ormai la banda e’ quasi
formata solo da ragazzi di Brognaturo. Questo e’ anche l’anno della prima volta a Serra San
Bruno. La festa dell’Assunta ( 15 Agosto ) e’ una festa grandiosa a Serra S. Bruno, il
paese piu’ importante e conosciuto della nostra zona, e questa e’ la prima
volta in assoluto che si vede suonare la banda di Brognaturo ad una festa cosi
importante vicino ai nostri paesi. La Madonna della Consolazione a Brognaturo La Madonna della Consolazione, da sempre, per i Brognaturesi e‘ la
festa per eccellenza; la Madonna e’ la
protettrice di Brognaturo. Loro venerano in particolar modo la Madonna della Consolazione. I Brognaturesi sentono in modo
profondo e partecipato questa festa. Inoltre, da tempo immemorabile, questa
e’ una delle feste più importanti della Calabria e in quei giorni arrivano a
Brognaturo pellegrini da ogni dove e si fanno grandiosi festeggiamenti. Per la prima volta i ragazzi della banda suonano a Brognaturo, alla festa più importante del
paese; del loro paese. Prima Domenica di Settembre; molti ricordano quei giorni emozionanti , esibirsi davanti ai loro paesani, ai loro parenti, ai loro genitori, accompagnare
la processione e suonare per le vie
del loro paese durante la festa più importante. E’ una festa nella festa. Sono tre giorni di festa particolari. E’
fantastico che la Banda di Brognaturo suoni a Brognaturo; fino ad ora per questa
festa si portavano bande di grande
fama come bande Pugliesi, la stessa
banda di Cardinale. Ora c’e’ una nuova banda per la festa di Maria SS della
Consolazione a Brognaturo: La
Banda di Brognaturo Questa e’ la festa che chiude la stagione estiva; la
stagione delle feste. Ancora qualche esibizione e per quest’anno le feste
sono finite. La banda suonera’ a qualche funerale, e siamo gia’alla fine
dell’anno. 1973
. .
.
. Addio .
. .
Ruggero Scopacasa La stagione si e’
conclusa ora e` il tempo di bilanci, ed
e’ gia tempo di preparazione per la prossima stagione. Si arricchisce ancora
il repertorio marciabile e quello operistico. Ormai la banda e’ una
realta’solida, bisogna migliorare,
bisogna conquistare altre piazze e riconfermarsi in quelle gia’ acquisite. L’organico della
banda si arricchisce ancora , e purtroppo ancora qualcuno deve abbandonare e finisce cosi’
per loro la fantastica avventura Il 1973 dovra’ essere
nelle migliori intenzioni un anno
di grandi progetti percio` si
dovra` lavorare sodo per preparare al meglio la prossima stagione e bisogna
lanciare definitivamente la banda di Brognaturo. Il nome di Brognaturo
circola gia’ in tutto il Vibonese e non solo, il Maestro Natale ha gia’
molti contratti in molti paesi per la
stagione delle feste e quindi il lavoro continua con gli studi ed i concerti. Questo e’ anche
l’anno dell’ingresso nella banda di Brognaturo dei primi
“ Simbariani “. Nei primi mesi del 1973
si iscrivono al corso di musica Cosmino Franco ( mio cugino ) suonera’
il Sax tenore, Francesco Rosso e Antonio Rosso ( Toto’ ) il primo suonera’
il
secondo il Flicorno soprano. Toto’ e Francesco sono i due figli maschi del
sarto che ha cucito e continuera` a cucire le divise della banda:
Mastro Antonio Rosso
20 Aprile
1973. .
.Quel tragico Venerdi` Santo Siamo nella settimana Santa della Pasqua del 1973. Sono incominciate le tradizionali funzioni religiose che rievocano ormai da sempre “ La passione di Cristo “ . Per tutto il mondo di fede Cristiana , la “ Settimana Santa “ e’ il culmine delle celebrazioni Religiose. La fede Cristiana si fonda proprio su questo evento: “ il mistero della morte e Resurrezione di Cristo “ . Nei nostri paesi e in tutto il meridione d’Italia i riti della Settimana Santa sono particolarmente suggestivi, le tradizioni popolari rendono questo evento spettacolare ed emozionante . La solennita ‘ del rito religioso e’ accompagnato da manifestazioni e rappresentazioni dei momenti piu’ salienti di quella che fu’ l’ultima settimana terrena di Cristo . Assistere ai riti Pasquali nei paesi del sud Italia e’ anche uno spettacolo straordinario . Il pomeriggio del Venerdi Santo a Brognaturo si celebra il rito antico della Via Crucis e crocifissione del Cristo; una processione muove lenta e silenziosa lungo la salita tortuosa che porta dalla chiesa verso il calvario del paese e si intonano i canti religiosi. La banda di Brognaturo accompagna la processione eseguendo le marce funebri con divisa blu’ e berretto nero . Non e’ un pomeriggio particolarmente freddo pero’ siamo nel mese di Aprile e’ siamo in montagna e al calare della sera il freddo si fa’ sentire. Arrivati al Calvario si svolge la funzione religiosa. Si depone il Cristo dalla croce e la processione riprende e si fa’ ritorno in chiesa per il seguito della funzione . I ragazzi della banda finiscono il loro servizio e fra qualche ora si devono riunire nei locali della scuola elementare per concertare e mettere a punto le opere e le sinfonie perche` Domenica di Pasqua dovranno esibirsi in una serata da palco a Dasa’ e a dirigere sara’ il Professore Pino Natale e sara’ lui personalmente a dirigere anche le prove quella sera. Dal
racconto dei ragazzi che quella sera erano lì
. . Toto’
Lacaria ( Basso in sib ) racconta . . . . . Sera di Venerdi Santo , finita la processione iniziata nel primo pomeriggio, andammo a casa giusto il tempo per cambiarci in abiti civili e mangiare qualcosa perche` si doveva subito andare nel salone della scuola a concertare le “ opere “ per l’imminente serata da palco che dovevamo fare a Dasa’. Erano pressappoco le otto di sera. Alla spicciolata ci si avviava verso la scuola; era gia’ arrivato da poco anche il professore Pino Natale . Il salone della scuola comincia ad animarsi , pian piano stanno arrivando tutti. Arriva anche Ruggero.
Entra, adagia la sua
tromba in sib su un davanzale interno di una delle finestre, e si avvia
di nuovo verso l’uscita; sta’
mangiando un pezzo di dolce Pasquale tipico delle nostre zone
“la cururia “ o “cuzzupa” come la chiamiamo noi a Simbario, che
si prepara apposta per Siamo li nel salone, ricorda Toto’, e parliamo tra noi di quello che ci stiamo accingendo a fare quando ad un tratto si sente un tonfo; qualcuno corre verso l’uscita a vedere cosa e’ successo e si nota Ruggero che e’ accasciato a terra. Qualcuno dei presenti la butta sul ridere e dice: che fai Ruggero sei inciampato sulle mattonelle ? Ma subito ci rendiamo conto che c’e’ poco da ridere, Ruggero e’ bianco in volto e non si muove e non risponde. Lo scuotono ma Ruggero resta lì, immobile. Vito Valente( Vitu di micarolu), clarinettista della banda, insiste nel chiamare e scuotere Ruggero ma lui non risponde. Vito capisce che c’e’ qualcosa che non va’e prende in braccio Ruggero e accompagnato dagli altri ragazzi si precipita velocemente verso il bar del papa’ di Ruggero , che si trova lì nella grande piazza del paese . Ruggero non da’ segni di vita e la cosa e’ molto preoccupante. IL Maestro Natale e’ molto preoccupato ed i ragazzi sono molto spaventat. Prestati i primi soccorsi nel bar, Ruggero viene portato a casa del Medico Valente che intuisce subito la gravita’ della situazione. I ragazzi intanto rientrano nel salone della scuola dove ormai tutti hanno appreso la notizia. Sono un po’ storditi dall’accaduto ma ancora non sanno della terribile tragedia che si e’ gia’ consumata. Pensano ad un malore passeggero, una cosa da niente. IL professore Pino Natale comunque da inizio alle prove e si incomincia a suonare ma la mente di tutti e’ rivolta altrove; molta tensione e poca voglia di suonare, ma con fatica si comincia . All’improvviso qualcuno arriva di corsa nel salone della scuola, visibilmente sconvolto fa’ un cenno e si avvicina al professore Pino Natale, parlotta con lui facendo dei gesti strani. IL volto del professore Pino si fa scuro e incredulo; la notizia che quest’uomo gli ha appena riferito lo sconvolge e subito interrompe le prove, scuote la testa , non puo’ credere a quello che ha sentito. I ragazzi assistono alla scena. Quello che sta’ accadendo e’ irreale e nel salone e’calato un silenzio che gela il sangue.Tutti si guardano ammutoliti. Qualcuno intuisce e qualcuno si precipita fuori e corre verso la grande piazza. Ruggero! Si tratta di Ruggero. Per qualche secondo in quel salone il tempo si ferma , il professore Pino , forse con molto pudore e per non allarmare piu’ di tanto, dice: “ ragazzi, per stasera basta cosi, andate a casa “. Non aggiunge altro . Intanto a casa di Ruggero si vive gia’ l’immane tragedia che ha colpito la famiglia Scopacasa al medico Valente, che presta i primi soccorsi a Ruggero , non resta che il gravoso e difficile compito di accertarne il decesso. Si dira’ che Ruggero Scopacasa e’ stato stroncato da un infarto fulminante . La tragica notizia fa’ rapidamente il giro del paese e dei paesi vicini. In un battere di ciglia tutti sono al corrente di quello che e’ successo; su Brognaturo cala una cappa pesantissima e si passa, in pochi minuti , da un giorno di festa ad un giorno terribile. C’e’ sgomento ed incredulita`. Passano le ore e l’angoscia ed il dolore si diffondono e avvolgono tutto e tutti . Un fulmine a ciel sereno, un fulmine che trafigge e squarcia i cuori , annebbia la mente , getta nello Sconforto. La morte improvvisa di Ruggero per i ragazzi della Banda e’ devastante; c’e’ chi addirittura non vuole piu’ saperne di suonare e c’e’ chi vuole lasciare la banda, altri sono molto spaventati. IL salone della scuola e’ diventato un luogo da evitare; ad un tratto la banda assume un aspetto tragico, non piu’ simbolo di festa e di gioia. Si, la banda , il simbolo della festa, sembra ora una cosa lontana senza significato. Lo spavento porta cattivi pensieri. I ragazzi della banda affrontano ora questa immane tragedia; il loro amico , compagno e collega di tante avventure non c’e’ piu’. Immaginate cosa passa nella mente e nel cuore di quei ragazzi che fino a poche ore prima avevano suonato insieme, nel loro paese, avevano fatto insieme la processione ed insieme dovevano concertare la sera stessa nella scuola. Cosi scompare prematuramente “Ruggero Scopacasa” tromba in sib della banda. Aveva soltanto quindici anni; un ragazzino pieno di vita, fiero della sua tromba, della sua divisa e fiero di appartenere alla Banda di Brognaturo . Il suo sogno di ragazzino e’ stato spezzato violentemente; gli e’ stata negata la sua gioventu’. E` andato via nel fiore degli anni . Si era iscritto al corso di musica l’anno prima ed era uno dei piu’ bravi, dei piu’ volenterosi, adorava la sua tromba , era un ragazzo educato , simpatico ed amato da tutti. Suonava in modo superbo. Tutti dicevano che nelle sue mani quella Tromba cantava. Ora la banda di Brognaturo piange la piccola tromba in Sib; il suo piccolo Ruggero. I giorni che seguono sono terribili e lasceranno un vuoto incolmabile nella famiglia Scopacasa ed in tutti quelli che conobbero e amarono Ruggero. Lascia anche un vuoto nella banda dove lui suonava. Lui era stato uno dei primi iscritti al corso, uno dei primi bandisti di quella che ormai e’ gia’ una banda di successo.
Una famiglia distrutta dal dolore e una intera comunita’ sgomenta e ancora incredula si apprestano a dare l’ultimo saluto a quel ragazzino “ biondo“ conosciuto da tutti . E’ Sabato Santo e nel pomeriggio si svolgono i funerali di Ruggero. IL funerale non sara’ accompagnato dal tocco delle campane che, come tradizione vuole, con il Cristo morto sono mute. Anche la banda si appresta ad accompagnare nel suo ultimo viaggio il suo ragazzino. Il giorno piu’ triste e doloroso che la banda deve affrontare; nessuno mai avrebbe immaginato una cosa del genere cioe` che la banda avrebbe dovuto suonare al funerale di uno dei suoi “ ragazzi. La banda e’ gioia , entusiasmo , allegria , ragazzi che suonano e danno spettacolo; se si dice banda si dice festa, ma in questo triste giorno non e’ cosi’, ad un tratto la banda si trova a doversi assumere un compito ingrato , doloroso , inaccettabile . . . . Il pomeriggio di Sabato Santo e’ un pomeriggio pesantissimo per tutti ed il paese sembra essere sospeso nel nulla. La piazza di Brognaturo sembra immersa in una dimensione irreale; una piazza che si sta’ riempiendo di gente venuta da ogni dove, per dare l’ultimo saluto a Ruggero. La grande piazza del paese sembra fin troppo grande , ma non riesce lo stesso a contenere il dolore lo sgomento ed il silenzio, un silenzio che soffoca. Una piazza immensa, ma muta. La funzione funebre volge al termine e la banda si schiera nella grande piazza; suona con la divisa bianca e porta sul braccio una fascia nera listata a lutto. Ci sono tutti: il Maestro Giuseppe Natale , il professore Pino Natale , tutti , e visibilmente commossi. La scena e’ struggente, lascia senza fiato. I ragazzi della banda di Brognaturo sono pronti ad accompagnare il loro amico, fratello e piccolo bandista , nel suo ultimo viaggio . Suonano con la morte nel cuore e molti di loro non riescono nemmeno a suonare tanto e’ il dolore e lo sconforto. Non era proprio questo che avrebbero voluto per Ruggero,ma sono comunque fieri di averlo avuto con loro. La Banda di Brognaturo e’ fiera di aver avuto tra le sue file un ragazzo come Ruggero . CiaoRuggero Scopacasa, piccola tromba in sib della “Banda di Brognaturo” , suonerai la tua amata tromba lassu’ con ottimi colleghi: gli angeli del paradiso. Angelarosa, la sorella di Ruggero che in questo periodo ancora frequenta il corso di musica e suonera’ in seguito il flauto nella banda , racconta di Ruggero che suona per l’ultima volta quel tragico Venerdi Santo: “Ricordo tutta la processione.Arrivati al calvario vidi mio fratello appoggiato al muretto del Calvario un po’ affaticato. Bello nella sua divisa con la sua tromba che adorava e mi sorrise. Fu l’ultima volta che lo vidi suonare”. La tromba in sib che Ruggero suonava nella banda fu’ donata dal Maestro Giuseppe Natale alla famiglia di Ruggero ed e’ tutt’ora conservata gelosamente dalla sorella Angelarosa . Io non lo conobbi personalmente, ma, sentii parlare molto di lui, molto . IL suo nome e la sua memoria resteranno per sempre legati alla Banda di Brognaturo. Tutt’oggi ogni qual volta si parla della banda di Brognaturo, inevitabilmente si parla di Ruggero Scopacasa.
ecco una foto di Ruggero “
la piccola tromba in sib della banda di Brognaturo “
La vita continua e continua anche l’avventura della banda. Nel frattempo alcuni dei ragazzi della prima formazione vanno via dalla banda ed incominciano ad iscriversi come ho detto prima, anche i primi Simbariani. Essere nato in un paese del meridione d’Italia significava specialmente in quegli anni fare i conti con “ cosa farò da grande? E soprattutto “dove lo faro”? Si, dove !!! Qui a Brognaturo, in Canada’, in Germania, a Milano forse? L`emigrazione.Sempre lei. Noi meridionali conosciamo bene questa piaga sin dall’inizio del secolo e la storia si ripete: lasciare tutto, famiglia, affetti, amici, il paese. In ogni nostra famiglia c’e’ qualcuno che per trovare lavoro e’ andato via, a volte non ritornando mai piu’ al paese . Anche per alcuni ragazzi della banda arriva il momento della scelta, quasi sempre obbligata, e via chi in Canada, chi in Belgio , chi in Germania Qualcuno va’ via per completare gli studi, Qualcun`altro esce dalla banda anche rimanendo al paese perche` bisogna comunque lavorare no?
Continua . . ..
continua . . … . . E-mail: info@brognaturoonline.com
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