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Lettera di Toto' Miletta a Don Alessandro

Lettera aperta a Don Alessandro.

 Pane  al pane  e vin santo al vin santo.
                                         
No, caro Don  Alessandro,  così non va !!!
E’ il rammarico che  mi spinge a scriverLe   e rendere pubblica la mia amarezza, condivisa, credo, da altri paesani nati e cresciuti nel più bel paese del mondo, Brognaturo.
Da poco arrivato in paese, aveva ripristinato alcune tradizioni che mi avevano spinto a farLe  i miei personali complimenti.
Mi ha portato a pensare  “ chi ben comincia è a metà dell’opera “  ,  ma poi è scivolato proprio sul rispetto delle tradizioni.
Una tradizione così sentita, come la visita di Gesù Bambino nelle case la notte di Capodanno per la benedizione,  è stata inspiegabilmente soppressa e negata ad un’intera comunità.
No, caro Don Alessandro, così non va !!!
Lei , neanche  immagina con quanta devozione profonda, attaccamento e rispetto, i nostri cari hanno mantenuto vive le tradizioni del paese nel corso delle generazioni, rendendo per questo Brognaturo un paese unico.
Sì, unico, soprattutto per coloro che come me, sono andati via, ma che lo conservano sempre nel cuore e appena possono vi ritornano,  per respirare la stessa  aria e le sensazioni di quando vi  abitavano.
Queste  tradizioni sono vive e  significanti, sono quelle che oggi trasmetto ai miei figli, che hanno educato intere generazioni di Brognaturesi, che fanno parte della nostra cultura e generano tutt’oggi i valori che saldano le nostre famiglie.
Caro Don Alessandro, credo che nessuno e tanto meno  il nostro pastore, debba privare noi tutti di tradizioni  amate,rispettate e sentite, come la visita di Gesù Bambino nelle nostre case la notte di Capodanno.
Come ha potuto farlo e toglierci questa gioia ?
Sono emigrato da anni, ma in tutto questo tempo la mia casa a  Brognaturo , è stata sempre aperta al passaggio di Gesù Bambino per la relativa benedizione.
Mi chiedo cosa può averla spinta a prendere una decisione del  genere, non tenendo minimamente in considerazione il nostro comune  “  sentire  “ .
Non voglio andare dietro ai  “ si  dice  “  ,  sul perché  e sul per come di questa decisione, però non esiste nessuna giustificazione  per operare un cambiamento del genere.
Mi creda, la sensazione che avverto è quella di essere stato derubato di
 “ qualcosa  “ di enormemente prezioso e nel contempo di essere  violato nella mia  identità,  in quanto privato di un  “  elemento  “  che considero parte di me stesso.
Prendo in prestito la seguente frase :
“  A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca “ ,  perché è vero che bisogna saper cogliere i lati buoni delle persone o delle situazioni e non essere prevenuti e pensare sempre male, ma questa esperienza negativa, fa emergere in me molti dubbi e interrogativi su quello che potrebbe accadere, in occasione delle altre ricorrenze.
Caro Don Alessandro, Lei è arrivato da poco e nel suo ruolo c’è padre, ma ( mi consenta)  è così giovane da poter essere mio figlio e per questo Le parlo con grande onestà.
E’ stato apprezzato da subito per l’entusiasmo, per la Sua persona, il suo viso rubicondo che sprigiona subito simpatia ; con gioia si accoglieranno e si apprezzeranno tutte le novità che vorrà introdurre, ma sempre in aggiunta e mai in sostituzione delle tradizioni in uso.
Consideri quanto accaduto un incidente di percorso.
 Il dialogo serve a comprendere, l’esperienza a imparare, l’errore a riflettere : così una persona intelligente  e comprensiva può tornare sui propri passi ed evolvere.
Non commetta l’imperdonabile errore di imporre la Sua unica visione sul modo di guidare la comunità.
Si renda disponibile ad ascoltare la gente, ne conquisti la fiducia con l’arte del dialogo e della convinzione ( che sicuramente a Lei non mancano )  e non quella dell’imposizione che non porta frutto, ma riesce solo a mortificare gli animi.
Quella di Brognaturo è una comunità verace, dalle sane radici, che formula una richiesta sentita e condivisa, che è quella di continuare a onorare le proprie  piccole, grandi tradizioni.
Firmato  :
 “ Ntuoni   Miletta, uno dei tanti emigrati di Brognaturo, geloso delle tradizioni del suo paese.


 

 

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Foto anno 20

 

 

E-mail: info@brognaturoonline.com

 

 

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